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Bilancio finale per Pornosophy PDF Stampa E-mail
Scritto da Lukemary Slade e Loglady Loon   
domenica 26 aprile 2009

ImageHa fatto molto parlare di sé nel bene e nel male, richiamando l’attenzione persino della Linden Lab, il cui fondatore e presidente, Philip Rosedale (aka Philip Linden), con una decisione a sorpresa ha deciso di far visita all’esposizione pochi minuti dopo la chiusura ufficiale dell’evento. E questa, in un metaverso dove i fake e i falsi “scoop” sono all’ordine del giorno, è già una notizia, ma dal punto di vista di chi scrive la notizia vera sta nel bilancio finale di Pornosphy, una manifestazione che certo, ha giocato molto sulla parola “porno” (che come sa qualsiasi Seo resta da anni la keyword più ricercata nel web) e sul rumore suscitato dalle polemiche di contorno, ma intanto ha portato centinaia di utenti, incuriositi, ad avvicinarsi al concetto di arte virtuale. Che ovviamente non è solo quella vista in questa esposizione o nel Freak Show e però è pure quella. Abbiamo pertanto chiesto a Loglady Loon, coordinatrice dello staff di ItaliaSL/ModaSL e organizzatrice dell’esposizione, di farci un bilancio della manifestazione.

Image“Non potevamo davvero desiderare di meglio”, ci spiega Loglady. ”Il traffico all'apertura (la festa inaugurale è durata 6 ore) è stato 27.000, per poi mantenere un traffico, nelle due settimane di apertura della mostra, di circa 60/70 persone in land al giorno. Alla festa di chiusura (durata altre 6 ore) abbiamo avuto una media di 40 persone fisse in land”.
Lukemary Slade: Avete notato un interesse maggiore da parte di qualche comunità specifica e qualche differenza rispetto alla risposta ottenuta dal pubblico in occasione del Freak Show?
Loglady Loon: Sì, abbiamo notato molto più orientali e latini, oltre ai classici americani e italiani. A dire il vero c’è stato anche un incremento degli italiani, probabilmente per le  polemiche che anche stavolta non son mancate, per strana “fatalità”, con sponsor, siti e gruppi italiani. Anche questo secondo me è un “dato dell’arte” molto interessante se pensi che nomi come Bosl o Avatrait, importanti a livello mondiale del metaverso e nel caso di Avatrait anche al di fuori di SL, non hanno battuto ciglio, anzi, hanno fatto molto di più di quello che era pattuito. Per questo approfitto dell’occasione per rinnovaer il mio ringraziamento a SLnn.it, che per me è diventata una sorta di bandiera della libertà di espressione e di informazione italiana (SLnn.it è stata sponsor della manifestazione, garantendone ampia copertura mediatica, LmS).
L.S.: Ti ringrazio, ma pensiamo di aver fatto semplicemente il nostro mestiere, cercando di presentare un evento molto “biased” e dunque molto “sentito” da parte di chi l’ha creato alla nostra comunità di appassionati. Piuttosto, avete notato qualche maggior riscontro rispetto al Freak Show, la vostra precedente esposizione di arte “provocatoria”?

L.L.: Sì, l’incremento c’è stato indubbiamente ed è normale che fosse così. Basta solo confrontare il numero di artisti che hanno partecipato ai due eventi: Freak Show una sessantina, cresciuti in questo caso ad una settantina. O il traffico dell’opening: 17.000 per la prima manifestazione, 27.000 per la seconda. E’ poi interessante notare la preponderanza di artisti femminili in entrambe le mostre, tanto che non a caso l’interesse maggiore è ruotato attorno all’opera di Jen Villota, “aiutata” dalle polemiche nate riguardo al lavoro che fece per il flyer. Questo è il gruppo su Flickr del Freak Show, così i tuoi lettori potranno leggere direttamente i commenti alle opere: http://www.flickr.com/groups/freak_show
L.S.: Quindi la fredda accoglienza ottenuta nell’ambito della comunità italiana non vi ha danneggiato?
L.L.: No, anzi molti sponsor si sono fatti avanti a flyer ultimato ed hanno comunque voluto mettere il nostro chioschetto di promozione dell’evento sulle loro sim. In particolare ricordo Poetik, di Nur Moo, gentilissima davvero. Suo marito è Juju Dollinger, che è venuto a suonare anche alla chiusura (http://www.flickr.com/photos/logladyloon/3402322378). Ma anche Wekomen Klaar, di Sexandlife e marchi di moda che hanno creato gift per l’evento, come Jojorunoo Runoo (un tattoo) e Beck&Carter (jeans e magliette). Toxic Menges ha poi realizzato il video dell’apertura, con tutti i lavori (http://www.flickr.com/photos/logladyloon/3450111177). La cosa stupenda di tutto questo è che niente è stato mosso da soldi, tutte queste persone lo hanno fatto perchè ci hanno creduto veramente. In più molti artisti che sono venuti a suonare hanno devoluto la somma pattuita per lo show alla Croce Rossa, come i Friendly Fire la prima sera e Juju Dollinger all’ultima per citare i primi che ricordo. Oppure Annamae Spyker, che tra una canzone e l’altra ha spiegato più volte cosa stava succedendo in Abruzzo, indicando la tip jar ai piedi del palco che è rimasta disponibile alle donazioni per tutta la durata dell’evento.
L.S.: Come avete vissuto la coincidenza tra la mostra e le drammatiche cronache che venivano dall’Abruzzo?
ImageL.L.: Il 6 aprile è stato un giorno infausto. Io ho anche parenti nelle vicinanze e son rimasta tutta la notte, la mattina, il pomeriggio e anche la sera durante l’apertura della mostra incollata alla tv. Oltretutto attraverso SL avevo aggiornamenti continui da Roma (dove vivono quasi tutti i miei amici, che continuavano ad avvertire scosse). Fare comunque l’evento ad alcuni è sembrato fuori luogo, ma non a me. Mi son sentita le mani legate per tutto il giorno, per l’impossibilità di fare realmente qualcosa di utile per quello che stava succedendo, ma c’era poco da poter fare. Ho anche pensato di andare a dare una mano, in RL, ma mi sono resa conto che sarei diventata un peso in più, non avendo mantenimento. Sta di fatto che mi sentivo inutile, con le mani in mano. Così io, Jacopo Perenti, Faina Cortes, Bliss Janus e altri dello staff coinvolti nell'evento, abbiamo deciso di fare comunque lo show e utilizzarlo quanto meno per una raccolta fondi e per far sapere ai non italiani cosa stava succedendo in Italia.
L.S.: C’è stata una risposta positiva, concretamente?
L.L.: Sì, sono stati tutti davvero generosi: durante l’apertura abbiamo racconto quasi 40.000 linden. Chianera Cioc ha organizzato la sera dopo un’asta di beneficienza all’Italian Beach Jazz Club a ItaliaSL, sim sempre di Jacopo Perenti adiacente a ModaSL, ed anche lì hanno racconto molto. Jacopo ha deciso di raddoppiare qualsiasi cifra avessimo raccolto, per poi donare il tutto alla Croce Rossa per l’Abruzzo. Siamo arrivati a circa 1.000 dollari Usa di controvalore totale, una cifra consistente per Second Life. Lo staff di ItaliaSL ha poi deciso di trasformare la cifra del traffico della serata dell’asta al Jazz in linden, e devolvere anche quelli (a breve Jacopo metterà sul suo flickr la foto relativa alla donazione).
L.S.: Insomma le polemiche alla fine vi hanno aiutato?
ImageL.L.: Per il discorso polemiche, ti dirò, non ho fatto nulla per avere maggiore pubblicità, anche se ancora tutti stentano a crederlo. Tutto quello che ho fatto l’ho fatto per una reale informazione a 360 gradi di tutto quanto è successo al Freak Show perchè, come ripeto sempre, questo non è un mio spettacolo, ma è un progetto comune, tanto mio quanto di tutti gli artisti che vi hanno partecipato.
L.S.: Un progetto che si è chiuso con la “chicca” della presenza di Philip Rosendale (le immagini a corredo del pezzo si riferiscono appunto a questo incontro e sono tratte da http://www.flickr.com/photos/logladyloon/3461301587, LmS). Come ci siete riusciti?
L.L.: Sono sincera, è stata davvero una “botta di culo”! Jacopo la sera della chiusura aveva provato a contattare la Linden Lab, ma gli era stato risposto che era troppo tardi e che non sarebbe potuto venire nessun rappresentante. La festa è finita alle 5 di mattina, quasi un'ora dopo quando stavo per dormire ho sentito Jacopo esclamare (eravamo collegati in voice): “Philip Linden è a ModaSL!”. Non potevamo crederci, non solo era venuto un esponente della Linden Lab al Freak Show, ma si trattava niente meno che del fondatore di Second Life, Philip Rosendale, in avatar e pixel. Pazzesco! Gli abbiamo fatto fare un giro della mostra, sia quella dei Freak che quella del Pornosophy (trovate copia delle chat su http://www.flickr.com/photos/jacopopaoletti/3462105970). Abbiamo chiacchierato sulla censura, sull’arte, su SL come mezzo di espressione artistica. La nostra iniziativa pare essergli piaciuta molto. E’ stato davvero bello e sono stata davvero felice che sia venuto lui di persona, non capita mai. Oltretutto così ora Philip Linden ha il gruppo del Freak Show e di ItaliaSL!

Commenti (2) >> feed

Jacopo Perenti said: _

  Voglio ringraziare a nome di tutto il network di ItaliaSL (che comprende le nostre tre land ItaliaSL ModaSL Eraserland) ancora tutto lo staff di SLNN.it per la copertura mediatica che ci ha dato, in particolare Lukemary Slade e Luciano Pinazzo: grazie davvero ragazzi. Il Freak Show su ModaSL, con i suoi primi due eventi (Freaks VS Beauty Paranoia & Pornosophy) si è dimostrato una buona piattaforma per promuovere eventi artistici e culturali in SL basati su un approccio community-based, sia dentro che fuori il metaverso, attraverso Flickr, Facebook, ecc e social network traversali. Ci stiamo già preparando a cose nuove e presto sentirete ancora parlare di noi. Che altro dire? Stay tuned! smilies/smiley.gif
aprile 26, 2009 | url

Lukemary Slade said: _

  Un ulteriore commento a Pornosophy è stato di recente proposto sul SL Herald... questo il link:
http://foo.secondlifeherald.com/slh/2009/06/pornosophy-and-philip-linden-the-renaissance-of-porn-part-2.html
luglio 19, 2009
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