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Second Life, Australia addio? (No!) PDF Stampa E-mail
Scritto da Lukemary Slade   
martedì 30 giugno 2009
ImageInternet e comunicazione, internet e conoscenza condivisa, internet e libertà, ma anche internet e censura, da parte di paesi autoritari che periodicamente tentano di limitare l’accesso alle informazioni liberamente circolanti in rete ai loro cittadini. Notizie che quasi non fanno più rumore, tanto ci appaiono scontate, almeno finché si tratta della Cina, che dal primo luglio avrebbe dovuto (solo all'ultimo momento la decisione è stata "rinviata" come riporta l'agenzia di stampa Xinhua citando fonti ministeriali, senza peraltro aggiungere alcuna informazione sui tempi del rinvio, LmS) veder istallato su tutti i computer venduti nel paese il filtro “Green Dam”, ufficialmente mirato a bloccare le immagini “oscene” rintracciabili con i motori di ricerca tipo Google (ma come distinguere a quel punto l’osceno e il pornografico dall’arte? Pornosophy ad esempio sarebbe stato bloccato da un simile filtro o no? Loglady Loon, illuminaci), ma per molti null’altro che l’ultima versione del “grande fratello” made in China con cui scoraggiare ogni dissenso politico interno.

La cosa cambia un poco se ad introdurre un filtro contro “contenuti non adatti” di videogiochi e siti internet è un paese “liberale” come l’Australia, dove la nuova normativa prevede che videogiochi violenti o a contenuto “adult” non possano essere commercializzati ai minori di 15 anni e che, su segnalazione di privati cittadini (per capire la soggettività di tale dispositivo, pensate se le segnalazioni venissero fatte da surfer pagati da qualche produttore ai danni dei concorrenti) i siti non in linea con la normativa potranno essere oscurati dal governo. Un po’ come in Italia è successo già qualche anno fa coi siti di scommesse, oscurati dai Monopoli di Stato. Che di moralità ce ne sia o meno in questo tipo di provvedimento e che qusta sia la procedura migliore per tutelare i minori da contenuti inadatti noi di SLnn.it lo lasciamo giudicare ai nostri lettori, la cosa che qui ci preme di segnalare è che questo processo di sempre maggiore controllo della vita dei propri cittadini messo in atto da parte di molti stati non potrà non avere conseguenze anche su Second Life [N.B. Poco dopo la stesura del testo Linden Lab ha smentito che la proposta normativa possa avere alcun impatto su SL, che dunque continerà ad essere liberamente accessibile da tutti i residenti australiani, come spiegato tra i commenti al pezzo. LmS].

ImageAnzitutto perché Linden Lab (l'azienda californiana che ha sviluppato ed è proprietaria di Second Life) è un’azienda reale e dunque è sottoposta alle normative nazionali e internazionali come qualsiasi altro soggetto. Poi perché per prevenire eventuali problemi gli stessi Linden hanno in questi anni progressivamente bandito o regolamentato una serie di contenuti inizialmente lasciati liberi alla discrezione dei suoi “residenti”. Così ecco che in questi giorni l’azienda californiana celebra sul proprio blog la nascita di Zindra, il nuovo continente dove dovranno obbligatoriamente essere ricollocate le attività con contenuto “adult” finora ospitate in mainland (mentre per le isole private nulla cambia), aperta al pubblico da lunedì scorso (https://blogs.secondlife.com/community/land/blog/2009/06/26/zindra-an-update), proprio dall’Australia giungono voci poco rassicuranti circa la possibile censura di Second Life, in toto, a causa dei contrasti con la normativa sopra citata.

Una voce che in questi giorni ha preoccupato non poco [salvo, come detto, successiva smentita della Linden Lab, LmS] e che è nata da un articolo del Sydney Morning Herald in cui si riporta la seguente considerazione: “under the filtering plan, it will be extended to downloadable games, flash-based web games and sites which sell physical copies of games that do not meet the MA15+ standard. This means that even Australians who are aged above 15 and want to obtain the adult-level games online will be unable to do so” (in sostanza, se un vidogioco non viene ritenuto adatto a un pubblico di età fino a 15 anni, non potrà essere distribuito nè scaricato da internet nè giocato online, anche se il giocatore dovesse essere un maggiorenne). Considerando che anche in Australia l’età media dei giocatori è vicino alla trentina si può capire come la nuova norma stia scatenando un putiferio.

ImageIn più l’Herald raccoglieva nel pezzo l’opinione di Mark Newton, “an ISP engineer and internet filtering critic”, second cui “move to extend the filtering to computer games would place a cloud over online-only games such as World of Warcraft and Second Life, which aren’t classified in Australia due to their online nature”. E proprio la natura unicamente online sembrerebbe essere stata la motivazione per cui, finora, in Australia i metaversi, così come i giochi online in genere, non sono stati sottoposti ad alcuna censura, cosa che la nuova normative cambia. Inevitabile dunque che scattassero le prime reazioni, come la lettera aperta indirizzata dal Metaverse Journal  al senatore australiano, attuale ministro delle Comunicazioni, Stephen Conroy e all’associazione Australian Christian Today, che della legge e delle sue interpretazioni più restrittive è una dei promotori.

Tuttavia il rischio di possibili limitazioni è una cosa, la certezza che la comunità australiana venga cancellata dalla sera alla mattina da Second Life un’altra, non a caso Linden Lab finora si è ben guardata dal commentare la notizia [aggiornamento: vedi quanto detto intra e nei commenti, LmS]. Qualcosa di più si saprà entro la fine di luglio, quando verrà resa nota la sentenza di una causa aperta da nove internet service provider (Isp) contro il piano di censura del web, fino ad allora sarebbe meglio per tutti non generare allarmismi inutili, pur continuando a seguire la vicenda. Che di certo dimostra come sia difficile conciliare la legittima tutela dei diritti dei minori a non venire turbati da contenuti non adatti alla loro età con l’altrettanto legittima tutela della libertà d’opinione e di libera scelta di ciascuno di noi, in RL o SL che sia.
Commenti (4) >> feed

Jacopo Perenti said: _

  La censura è da sempre un problema della società civile, di qualsiasi "regime" più o meno democratico.

Quando qualcuno si arroga il diritto di decidere per qualcun'altro cosa è giusto e cosa no, è in quel momento che scatta l'atteggiamento censorio. Non è importante il motivo che lo spinge, la pulsione, che "costringe" il censore di turno a censurare. Il problema è la censura in se, come atto sbagliato e mai dovuto.

Anche nel nostro Paese non siamo immuni (purtroppo) a questa "tentazione". Mi permetto di citare alcuni avvenimenti, che riguardano proprio SL, che hanno visto atteggiamenti censori verso la comunità da parte di qualcuno o qualcosa che ha ritenuto di poter decidere sulla "giustezza" dei temi trattati, del pensiero, delle idee, di qualcun'altro.
luglio 01, 2009 | url

Jacopo Perenti said: _

  A proposito di censura... Ma i miei altri 4 commenti su questo post dove sono finiti?

[ci riproviamo qui.. stranamente il sistema non me li accetta nel commento precedente, che risulta troncato. LmS]
Anche nel nostro Paese non siamo immuni (purtroppo) a questa "tentazione". Mi permetto di citare alcuni avvenimenti, che riguardano proprio SL, che hanno visto atteggiamenti censori verso la comunità da parte di qualcuno o qualcosa che ha ritenuto di poter decidere sulla "giustezza" dei temi trattati, del pensiero, delle idee, di qualcun'altro.

1) Viene pubblicata una foto già liberamente diffusa online con abbinata la semplice cronaca dei fatti, relativemente alle avventure di un personaggio della SL italiana finito in TV per le sue questioni sentimentali, ma Flickr decide di rimuovere tale post:
- http://blog.italiasl.com/2009/03/04/liberta/
2) Si organizza un evento su SL relativamente alla pornografia (l'ormai famoso Pornosophy - http://blog.italiasl.com/2009/02/22/pornosophy-project/, secondo evento del Freak Show - http://blog.italiasl.com/2008/12/03/freak-show-project/), e viene regolarmente promozionato sul forum di Second Life Italia; il forum decide di bloccare e rimuovere tale post:
- http://blog.italiasl.com/2009/04/03/pornosophy-italian-idioteque/
3) Pubblichiamo su Flickr la chat history di una conversazione tra me e l'attuale owner di ITLAND (Colpo Wexler - http://blog.italiasl.com/2009/05/19/itland-vs-italiasl/) sulle reali ragioni che hanno spinto la storica comunità di ITLAND a lasciarla e fondare ItaliaSL; Flickr decide di chiudermi l'account di Flickr senza neanche un'email di motivazione:
- http://blog.italiasl.com/2009/05/15/flickr-staff-is-totally-dork/
Sono anche questi i motivi che mi hanno portato ad impegnarmi direttamente nell'aprire uno spazio che fosse il più possibile libero da controlli e moderazioni di sorta. Ovviamente non c'è un modello perfetto, ma è possibile un impegno e un movimento comune in tal senso, se si vuole, se si capisce l'importanza di tutto questo, e il rischio bigotto di chiudere la bocca a qualcuno. La censura emerge ogni qual volta che si dice la verità (scomoda) o si trattano argomenti difficili da affrontare collettivamente e pubblicamento (il sesso, la religione, ecc). Solo combattandola, "usando" i poteri virali della comunità e delle reti sociali, è possibile raggiungere l'utopistica utopia liberale che rende una società veramente libera da legami idealistici e sovrastrutture delle idee, proprio quei legami che oggi impediscono lo sviluppo e l'evoluzione del pensiero umano. Questa ovviamente è solo la mia opinione.

[Non entriamo nel merito delle decisioni di Flickr, non potendo ricostruire la vicenda se non attraverso le vostre dichiarazioni per mancanza di tempo e mezzi, assicurando a chiunque sia interessato ampio diritto di replica, se lo ritenerrà necessario, a pro o contro il vostro punto di vista. LmS]
luglio 01, 2009 | url

dap said: _

  La censura è solo una legge che restringe il libero arbitrio, visto che l'uomo non è in grado di gestire la libertà e si sente di poter fare tutto, specialmente su SL dove valori come morale, educazione e buonsenso sembrano non esistere.
luglio 01, 2009

Lukemary Slade said: _

  Fortunatamente le spinte censorie per ora si riducono a un gran rumore mediatico e poco più. Se in Cina il "Green Dam" è stato rinviato (sine die?) proprio poche ore prima di entrare in vigore, il primo luglio, secondo quanto riporta il blog New World Notes, la Linden Lab ha avuto conferma che il governo australiano non bloccherà l'accesso al metaverso ai propri residenti. Scrive Wagner James Au (http://nwn.blogs.com/nwn/2009/06/confirmed.html), riportando le parole di un portavoce della Linden Lab: "Linden Lab has received no indications from the Australian government that it plans to block Second Life and will keep our community apprised of any developments on that front," the Linden message reads. "In the meantime, we want to assure Australian Residents that Second Life remains accessible and functioning in your region."
Allarme (doppio) rientrato? Pare proprio di sì, con soddisfazione di tutti smilies/smiley.gif LmS
luglio 04, 2009
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