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Per il Corsera (che ci cita) SL è morta PDF Stampa E-mail
Scritto da Lukemary Slade   
mercoledì 26 agosto 2009

ImageSLnn.it citato come fonte autorevole dal Corriere della Sera: una soddisfazione che non capita ogni minuto, peccato che il contesto non fosse dei più favorevoli agli appassionati, come noi, di Second Life e mondi virtuali, visto che fin dal titolo il pezzo di Alessandro Sala sosteneva che “Second Life adesso si spopola, (è) vivo solo un avatar su 40”. Al punto che fatti i debiti scongiuri e nonostante i dubbi (l'autorevole testata non è la stessa che ha promosso attraverso il suo Style Magazine l'omonima land di cui SLnn.it già parlò? A che pro se è un metaverso di morti viventi? Mah...), armatomi di carta e penna virtuale io stesso ho dovuto fare qualche precisazione nei commenti al pezzo. Intendiamoci, che Second Life abbia vissuto (e forse, solo forse, da poco superato) una fase di sboom seguita all’hype mediatico lo diciamo da un pezzo, come chiunque legga regolarmente SLnn.it sa bene. E da un pezzo diciamo che, almeno per quanto riguarda la comunità italiana, ci pare più preoccupante l’autoreferenzialità dei “pochi fedeli” e il livore dei molti che SL manco sanno cosa sia salvo darle addosso ad ogni occasione (la riprova l’avete negli altri commenti al pezzo di cui sopra del Corsera) che non l’adeguatezza o meno della grafica, la pesantezza o meno del sistema, la stabilità o meno del metaverso tanto dal lato server quanto dal lato client.

ImageTutte cose sacrosante queste ultime, ma alle quali Linden Lab, che proprio oggi ha fatto vedere un'anteprima dell'imminente restyling del sito ufficiale di Second Life (per approfondimenti consigliamo la lettura dell’apposito post sul blog ufficiale), sta gradualmente ponendo rimedio. Diciamocela tutta, lo sforzo della Linden Lab, peraltro ampiamente preannunciato, è notevole (comprensibilmente, visto che sono i creatori e gestori della piattaforma e da essa traggono il loro guadagno). Ma l’ignoranza e l’invidia dell’italica (mediocre) gente è francamente imbarazzante. Come si fa a sostenere come fa tale “Bruno” che “C’è voluto un po’ di tempo ma alla fine si è capito che più o meno era come la "Corazzata Potemkin" per Fantozzi [immagino che l’autore sottointenda: “una cagata pazzesca”, LmS]. Ma allora guai a dirlo”. O che, come dice “Carlo78”, “Second Life è a pagamento, e alla prima occasione, o ci si è stufati o si è trovato lo stesso servizio gratis” [ma lo sa l’autore che in SL esistono account basic e che questi, semmai, costituiscono la stragrande maggioranza degli utenti attivi? E l’autore del pezzo o la redazione del Corriere della Sera hanno mica provato a “moderare” il commento verificandolo? Misteri… LmS].

Poi ci sono i moralizzatori a oltranza che sentenziano che “bisogna solo rallegrarsi se un fenomeno per perdigiorno declina, la speranza è che la stessa sorte tocchi prima o dopo a Facebook e simili. Questi social network fanno perdere tempo prezioso e basta” come dice “Lettore1978”, perdendo evidentemente tempo non così prezioso per scrivere simili banalità. O come “Enricocatello” giudica “Second Life, il mondo costruito con lanci di agenzia giornalistici, un ottimo ufficio stampa e i contatti giusti per gonfiare qualcosa che la stragrande maggioranza della gente giudica noioso e lento dopo pochi minuti”. Unendosi idealmente al giudizio di “St.Barazza”: “Finalmente si è sgonfiato un mito, quello di Second Life, che era più che altro una moda del momento, che ha avuto la fortuna di essere iper-pubblicizzata dai media tradizionali. Sarebbe bastato un minimo di buon senso per impedire ad aziende anche serie di investire in progetti assurdi e fallimentari che hanno coinvolto una community "pesante" (tra client, tempi di connessioni, requisiti del pc) e fondamentalmente senza scopo”. E via discorrendo, ognuno magari precisando che SL è “palloso, lento e inutile” ma il “proprio” social network o MMORPG di riferimento (Myspace, Facebook, Twitter, World of Warcraft o Eva che sia) quello no, quello è bello, utile, affascinante e in salute.

Siamo, insomma, al "tifo da stadio" per questo o quel medium, per questo o quella piattaforma tecnologica, con una certa deriva luddista sullo sfondo. Numeri? Valutazioni sulla base di dati concreti? Per carità, non ne parliamo mai che altrimenti ci annoiano. Almeno, va dato atto al collega giornalista del Corsera, nel pezzo vengono citati oltre ad alcuni dei dati che già proponemmo nel post dedicato alle ultime notizie provenienti da SLCC 2009 (http://www.slnn.it/events/second_life_2_in_arrivo.html) anche le opinioni di Carlo Gerosa e Bruno Cerboni (tra le altre cose rispettivamente promotore di Rinascimento Virtuale il primo e “papà” prima della land di Parioli ed ora della nuova piattaforma 3D Moondus il secondo). Che da persone serie e ferrate sull'argomento quali sono spiegano che il metaverso ha dei problemi anche perché è “molto meritocratico e per questo precluso ad un pubblico di massa”, ma che in fondo come sottolinea Simona Caraceni, docente di New Media alla Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano, “non essere più sotto i riflettori fa bene in primo luogo a Second Life, perché seleziona l'utente. È una sorta di darwinismo informatico”.

Al vostro cronista, incattivito dagli anni di pratica e dalle vicende della vita, resta un dubbio atroce: il livore delle migliaia di “commentatori” che sputano sentenze velenose senza manco aver capito di che si tratta è dovuto alla sensazione di essere dalla parte sbagliata della selezione darwiniana di cui sopra (il sospetto si rafforza leggendo commenti del tipo di quello di "v4lkirye" che si lamenta "fastido che mi creava vedere gente guadagnare euro vendendo prodotti virtuali all'interno del gioco")? Per dirla a chiare lettere: sono gli sfigati senza abilità e fantasia che inneggiano alla morte di un metaverso "troppo complicato" da capire per le loro povere menti? O sarà sintomo di una carenza, tuttora irrisolta nonostante gli sforzi della Linden Lab, nell’opera di “erudimento” dei potenziali utenti italiani? Perché in fondo se seguite i dibattiti che pure esistono anche in molte altre comunità internazionali di giocatori/residenti (e non) noterete che critiche non vengono mai risparmiate alla Linden Lab, ma il concetto di mondo virtuale appare molto più “naturale” a un americano, un inglese, un australiano, un giapponese o un tedesco che non a un ragazzo italiano. Prima ancora che alla Linden Lab (che in fondo può raccogliere e raccoglie utenti in tutto il mondo), se fossimo il ministro dell’istruzione o quello responsabile per la diffusione delle nuove tecnologie una riflessione ce la faremmo. Peccato solo che loro probabilmente oltre a non essere su Second Life non siano neppure lettori di SLnn.it, nonostante alcuni esempi di istituzioni in grado di capire e sfruttare il potenziale di SL pure si siano avuti, dalla Regione Toscana al Politecnico di Milano, da Musei Comune in Roma 2.0 (di cui SLnn.it ha parlato più volte in occasione se non altro dell'apertura e poi della chiusura di Ars In Ara, lo scorso giugno) a numerosi singoli docenti universitari. Ancora poco, evidentemente, perchè si riesca a costruire un "lessico comune" tra chi SL utilizza per svago, per sviluppare nuove esperienze artistiche o per lavoro, e chi SL non la conosce quasi ma "a pelle" sente di disprezzarla.

Commenti (6) >> feed

Lukemary Slade said: _

  L'articolo ha provocato reazioni tra gli appassionati di SL come prevedibile. Numerosi i commenti postati su Facebook che provo a riassumervi:
per Luce Laval "gli utenti utilizzatori più numerosi restano i cosiddetti "trashers" che cercano, e trovano, incontri di varia natura. Gli artisti non aumentano di numero e diminuiscono le possibilità di confronto per le disparità "tecniche" (a mio parere) che separano l'idea dalla sua realizzazione. Bisogna avere anche capacita informatiche per confrontarsi. E inoltre resta difficile pensare che si possa uscire da lì con l'arte. Io comincio a credere che SL si incammini sul percorso che era destinato a vincere, che resta quello del "divertissement" a basso costo. Arco Rosca mi disse un giorno che SL è motivo di slancio per la creatività perchè è un mondo "fragile". Sono d'accordo ma la fragilità di SL è anche la sua "dannazione" infatti basta un click e "poof" non ci siamo più...".
Giovanni Gadaleta ritiene invece che "SL continuerà a vivere ed è solo questione di tempo e di "visibilità". Se vogliamo dirla tutta, anche Facebook è pieno di utenti registrati ma che non si collegano da mesi. Mondi virtuali o social network subiscono lo stesso effetto dopo un po' di tempo".
Fiona Saiman getta la croce sui giornalisti: "Per me è solo morta la voglia di fare articoli utili e sensati senza sparare sulle cose che NON si conoscono e NON si vivono" e conclude: "Venite gente su SL e non guardate la quantità ma la qualità degli eventi e della gente! Amen".
Mindblind Setsuko sottolinea come "alla Linden Lab dovrebbero cercare di rendere SL può semplice da usare. Il boom di Facebook è legato alla sua immediatezza. Certo, i virtual worlds sono complessi per definizione, ma aumentare i residenti attivi è interesse di tutti".
In un suo breve commento anche l'amica Biancaluce Robbiani nota come SL sia tutt'altro che morta e ricorda che "le novità ci saranno e grosse anche. Purtroppo non posso divulgarle per un accordo con la LL. Ma già T Linden nel suo discorso di chiusura della SLCC 2009 ha aperto lo spiraglio della porta" facendo intendere, come scrivemmo anche su SLnn.it, che qualcosa di sostanziale (e sostanzioso) bolle in pentola, al di là della "piccola manutenzione" che notiamo già in questi giorni.
E voi come la pensate? Fatecelo sapere attraverso i vostri commenti, forza! LmS smilies/wink.gif
agosto 27, 2009

Alberto Nencioni said: _

  Quando si tratta di fenomeni modaioli e minoritari da elite danaroso-pocofacente bisognerebbe porre la solita domanda, in attesa della solita fragorosa assenza di risposte: quali risorse vengono PRODOTTE da SL piuttosto che da altri social network, e quante invece vengono dissipate o solo trasferite? Il metaverso sarebbe meritocratico perchè qualcuno con una notevole faccia di palta riesce a ottenere soldi reali in cambio di negozi virtuali, oltretutto non suoi?? Ci sono anche le truffe del conto in banca nigeriano, allora. Per cui, selezione dell' utente in base a quale valore, abilità, criterio? e una volta "selezionato", a cosa serve, cosa produce? Cerchiamo almeno di stabilire un glossario comune. E non chiamiamolo "mondo virtuale", termine fighetto che non spiega niente: si dice ARTIFICIALE. Passa la donna delle pulizie che non sa niente di darwinismo e di piattaforme 3D, inciampa nel cavo del server e il gioco finisce lì, come a staccare la radiosveglia.

Alberto
agosto 28, 2009

arco Rosca said: _

  E' da molti mesi che si celebrano continui funerali non solo nostrani a Second Life, con l'unica certezza, anche se mi sfugge il perché, che la stampa tradizionale (il vecchio media) continua ad osservare con molta attenzione quel che succede in Second Life.
Non lavorando per la Linden (i Rosendal) non ho nessun bisogno di promuovere Second Life come software e inoltre penso che la fase divulgativa sia terminata da un bel pezzo.
Oggi tutti sanno, se vogliono, cosa è Second Life e se non lo vogliono non penso sia un grande problema!

Vorrei porre l’accento su una questione che mi preme assolutamente precisare, NON CORRISPONDE A VERO dire che la comunità Italiana sia morta, non è pronta o non sia attiva all’interno di questo mondo.

Partendo dal fatto che una delle chiavi - dei motori - di SL oltre lo svago e il business è la creatività in genere ("your world, your imagination", era lo slogan di lancio dei Linden), abbiamo visto come nuovi linguaggi e nuove forme espressive possano meglio corrispondere a questo nostro e nuovo “spirito del tempo” all’interno del mondo del metaverso, ma sappiamo, perché al di la dei numeri e delle statistiche lo sappiamo, come tutto questo possa avere un valore di sperimentazione e di avanguardia soprattutto culturale, e poi una valenza economica e di mercato. (segue)
agosto 29, 2009 | url

Eva Auer said: _

  Sono bellissimi certi epitaffi che si leggono negli "altri media" sulla cui futura durata non sono disposta a mettere la mano sul fuoco che sarà centenaria. Sono problemi loro. Piuttosto, pensa come viaggia la mente, sono andata a pensare che in qualche parte del mondo, esisterà, chissà, un qualche "media" che ha affermato che l'industria del "fashion" va verso la crisi, perchè lì, da loro, è stato appena proibito l'uso del Rimmel...
Certo è una barzelletta di mia spudorata invenzione, ma certamente qualcuno che dice, e magari pure pensa, queste cose, da qualche parte, penso esista. O che dice qualcosa di simile, insomma. Saluti.

[Saluti a te Eva, e ben ritrovata! LmS]
settembre 01, 2009

AL said: _

  Ciao a tutti, SL è stupendo e pieno di opportunità per chi vuole conoscere altre culture, per chi è creativo e non riesce in RL a trovare spazi per manifestarsi, per chi non ha la possibilità di viaggiare o addirittura muoversi (molti miei amici disabili frequentano SL).

Purtroppo chi non appartiene a questo mondo forse non se ne rende conto e spara a zero. Purtroppo però c'è anche da dire che le politiche di LL stanno allontanando una marea di investitori, perchè le loro "leggi" cambiano irrimediabilmente troppo spesso, con conseguenze catastrofiche per chi ha investito tempo e denaro in SL e che quindi scoraggiato se ne va. Per non parlare del cambio prezzi e regole delle land dalla mattina alla sera, senza riguardo per i clienti. Cosa che un'azienda in RL non potrebbe mai permettersi di fare se non vuole fallire in pochi giorni. Speriamo non succeda.
settembre 01, 2009
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