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Falsari in azione su Second Life PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Dawes   
martedì 17 marzo 2009

ImageIl tema della tutela del copywright versus la libera circolazione di opere d’ingegno è da anni al centro del dibattito sul web sotto vari profili. Non si sottrae a tale dibattito Second Life, mondo dove la libertà d’immaginazione dovrebbe costituire una delle “cifre” portanti di un metaverso i cui contenuti sono in larga parte espressione del genio dei propri residenti. Peccato che a volte questo genio non sia così cristallino e tenda semmai a generare indebiti arricchimenti personali, svilendo le potenzialità creative della stessa piattaforma della Linden Lab. SLnn.it ha avuto il piacere di raccogliere al riguardo il parere di Simona Dawes, responsabile della comunicazione di Italia Vera e membro di unAcademy (http://unacademy.ning.com), l’accademia non convenzionale di cultura digitale creata da Junikiro Jun. Ma lasciamo subito la parola a Simona.

Second Life è nata con l’idea di esaltare la creatività dei suoi residenti che, utilizzando strumenti più o meno complessi, hanno da sempre avuto la possibilità di produrre e rivendere le loro creazioni. ImageIl metaverso della Linden Lab si è pertanto rapidamente arricchito di costruzioni virtuali, opere d’arte e di architettura: in pratica non esiste nessun settore della creatività umana che non abbia avuto la sua riproduzione virtuale. Tuttavia abbiamo scoperto di recente che anche SL non è immune dal problema della contraffazione: è infatti possibile imbattersi in negozi molto frequentati dove vengono venduti  a caro prezzo sculpted prims aventi come soggetto animali, componenti architettoniche, decorazioni o fregi.

Per avere un’idea del giro d’affari basti pensare che per l’acquisto di un seppur delizioso cavallino baio si è arrivati a spendere anche 60.000 linden dollar (equivalenti a circa 170 euro). Ovviamente se tali oggetti fossero frutto di creatività e talento personali non ci sarebbe nulla di strano nel rivendere con un giusto guadagno il risultato di un autonomo processo creativo e di innegabili doti tecniche. ImagePurtroppo anche in Second Life è invece non così raro imbattersi in personaggi privi di scrupoli: a quanto pare è stato possibile perpetrare una vera e propria truffa ai danni di ingenui acquirenti, virtuali finchè si vuole ma che comunque hanno pagato di tasca propria prodotti poi risultati praticamente... rubati!

Come infatti sanno molti addetti ai lavori è possibile trovare in rete svariati modelli 3D realizzati con appositi programmi, quali Maya, Blender ed altri: a titolo di esempio adante a controllare il link http://www-c.inria.fr/gamma/download. Orbene, tali modelli possono essere duplicati un numero infinito di volte ed importati in world attraverso una tecnica molto semplice. In pratica è sufficiente ridurre in forma di texture il modello stesso e quindi importarlo in questa forma in SL. Una volta in world risulta agevole applicare tali texture su delle sculped prims con un procedimento solo apparentemente ostico, ma che per gli addetti ai lavori è alquanto elementare.

ImageGli esperti di grafica in 3D sono ovviamente in grado di  mettere a punto tecniche di importazione sempre più precise e veloci. Ora: fino a che tali “prodotti” sono destinati ad un “uso personale”, problemi non se ne presentano. Tuttavia rivenderli a terzi rappresenta un arricchimento indebito, che non tiene conto di quelle che sono le licenza d’uso e le normali condizioni di copyright. Eppure quando si è in buona fede basterebbe fare attenzione e controllare come a fianco di tutte le riproduzioni offerte da questi siti specializzati sia evidenziata chiaramente la scritta: “modello per ricerca, è vietato l’uso per qualsiasi iniziativa commerciale” (sul sito sopra citato la dicitura esatta è: “This object must not be used for commercial purpose and may not be re-distributed for any reasons”, LMS).

Risulta invece che esistono in Second Life fiorenti attività commerciali che della vendita di materiale coperto da licenza hanno fatto la propria fonte di arricchimento personale, approfittando della buona fede dei molti che hanno creduto invece di trovarsi di fronte dei geni del building! Inutile sottolineare quanto stigmatizzabili siano tali comportamenti, che deludono soprattutto coloro che hanno sempre ritenuto Second Life l'ambiente ideale per esprimere in modo assolutamente libero la propria fantasia e la propria inventività.

Commenti (1) >> feed

Bettina Tizzy said: _

  Extremely interesting blogpost and a new topic in the metaverse, to my knowledge. Thank you for bringing this to our attention, Simona. I look forward to reading more of your posts.
marzo 18, 2009 | url
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