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Second Life e le sue regole PDF Stampa E-mail
Scritto da Dep1050 Plasma   
domenica 30 agosto 2009

ImageDoverosa premessa: in questa fine estate il clima attorno a Second Life è tornato a farsi “caldo” almeno sulla stampa italiana. Ad un primo articolo di Alessandro Sala su Corriere.it dedicato a Second Life e alla sua presunta e ricorrentemente annunciata morte ha fatto seguito un nostro articolo di precisazione ed una ripresa del tema su Facebook attraverso note dell’artista Luce Laval, della mentor Biancaluce Robbiani e del giornalista Gabriele Cazzulini. Note ampiamente commentate da alcuni dei più noti nomi della “italian community” presente su Second Life, che in alcuni casi (come ha fatto Biancaluce stessa, oltre al sottoscritto, a Marina Bellini ala Mexi Lane di Musei Comuni in Roma 2.0 o all’artista Neupaul, aka Susy Specchi, aka Paolo Palmacci solo per citarne alcuni) hanno commentato un secondo articolo di Sala scritto il giorno dopo il primo e contenente le reazioni al suo primo pezzo e la precisazione: è solo la Second Life italiana che è morta in qualche misura. Articolo che a sua volta oltre a provocare un’ulteriore valanga di commenti ha portato anche alle repliche di Arco Rosca (aka Paolo Valente) su Uqbar media art culture, di Roxelo Babenco (aka Rosanna Galvani) su Museo del metaverso e di Alice Mastroianni (aka Alice Cittone) sul proprio blog, tutte testimonianze della vitalità della community italiana.

ImageCiò premesso e scusandomi per le omissioni numerose quanto inevitabili (non è intenzione di SLnn.it fare classifiche di merito od elenchi tra coloro che hanno preso parte alla discussione) lascio la parola all’amico e collega analista Rosario Di Gerolamo, aka Dep 1050 Plasma, che ci propone un’analisi sul passato, presente e sul futuro di Second Life dal punto di vista dei modelli previsivi che possono essere utilizzati per descriverne l’evoluzione. Abbiamo diviso in tre parti l’intervento di Dep: il primo, che leggete in questo pezzo, descrive l'attuale Second Life e ne coglie alcune caratteristiche fondamentali. Il secondo, che pubblicheremo a 48 ore di distanza per dare tempo a tutti di commentare, eventualmente, questa prima parte, ripercorrerà la storia di Second Life cercando di cogliere i momenti critici della sua evoluzione e gettar luce sul perché di certe mosse della Linden Lab e dei residenti/utenti di Second Life. Nel terzo e ultimo pezzo (che pubblicheremo dopo altre 48 ore sempre per dar modo a chi voglia di postare i suoi commenti) Dep proverà a gettare uno sguardo sul futuro prossimo dei mondi virtuali e di Second Life in particolare, offrendo alcuni spunti di riflessione. Buona lettura e buoni commenti a tutti.

E’ alle pagine di SLnn.it che affido questo intervento, che prevedo lungo, in risposta alla nota di Biancaluce su Facebook. Giuro che nonostante il mio anno di silenzio, cercherò di essere il più sintetico possibile. Argomenti su cui riflettere ce ne sono, ed anche tanti, cerco quindi di procedere con ordine per punti, perché parlare dello stato di salute di un mondo, e delle prospettive sue e dei suoi abitanti, non è semplice: un mondo è un oggetto complesso e quindi le conseguenze di un azione in un “luogo”, si producono indirettamente, e non sempre immediatamente, in altri “luoghi”.

PRIMO PUNTO: LE BASI

ImageQualsiasi mondo, in quanto tale, ha bisogno di più tipi di economie per sopravvivere: una monetaria, le altre (ad esempio la reputazione degli abitanti del/nel mondo, ma anche quella legato al rapporto energia-spesa/risultato ottenuto, o se si  preferisce, costi benefici), non monetarie. Second Life, in quanto mondo artificiale a base bit (i più dicono “virtuale”, qualcuno dice “sintetico”), raddoppia questa necessità: c’è quindi l’economia totale interna e quella esterna. In quanto artificiale, c’è una asimmetria tra quella interna e quella esterna: bisogna comprare i server, tenerli su e tenerli connessi alla rete, dare supporto ai clienti. C’è insomma quello che si chiama Tco (Total cost of ownership), quindi la necessità di dover rispondere ai costi dell’economia esterna, che ha delle conseguenze anche sull’economia interna.
Ma sono i risultati raggiunti/raggiungibili con l’economia interna, che determinano il successo di quella esterna. Ogni mondo ha le sue regole di economia interne, scelte dal padrone del mondo, e ciò determina il tipo di crescita e di evoluzione di quel mondo (SL ha un tasso di cambio col dollaro teoricamente variabile, anche se è stabile da quasi 3 anni, Entropia ha scelto di tenere fisso per principio il tasso di cambio).

Fanno anche parte delle regole dell’economia interna:
- le possibilità legate alle capabilities messe a disposizione degli  utenti-prosumer: se non c’è la possibilità di scriptare, in un mondo, non esisteranno scripter, se non c’è la possibilità di buildare, non ci saranno builder.
- le regole per permettere ai prodotti/servizi dei prosumer, al mercato finale: su SL ci si può aprire un negozio, da qualche parte (ivi compresa la vetrina su SLxchange/XstreetSL) e non c’è controllo preventivo  da parte Linden. In altri mondi (Twinity e Entropia ad esempio) sì. Senza volermi dilungare sulle altre, dovrebbe apparire chiaro che questi sono strutture interne, in grado di contribuire alla storia, allo stato e quindi all’evoluzione di un mondo.

Un ultimo fattore che è determinante per il futuro di un mondo è la sua popolazione e la sua propensione a sentirsi parte dell’ecosistema del mondo in cui si trova e contribuirvi coerentemente con le azioni che può effettuare. Senza dilungarmi oltre (ma facendo notare che questo schema si può perfino applicare al mondo a base carbonio, con piccoli accorgimenti) veniamo al nostro amato mondo in questione e proviamo brevemente a vedere che è successo, dal 2006 fino ad ora, per capire cosa potrà probabilmente succedere. Saranno questi i punti che svilupperò nelle prossime due puntate in cui articolerò il mio discorso nei prossimi giorni, sempre qui sulle pagine di SLnn.it.

ARTICOLI CORRELATI:

Leggi la seconda puntata: SL dalle origini ai giorni nostri

Leggi la terza puntata: SL, evolversi o scomparire

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